In ogni cultura si osserva il cielo in cerca di rifugio, di pace, di risposte e, perché no, di ispirazione. La notte, le stelle e la Luna hanno generato storie fin dall’antichità: chiunque abbia mai scritto qualcosa ha alzato lo sguardo almeno una volta, cercando un suggerimento, uno stimolo, una suggestione.
Ci sono volte, però, in cui neppure la Luna ci viene in aiuto. A volte il cielo sembra vuoto, e non solo per colpa dell’inquinamento luminoso. Semplicemente, la Luna esaurisce i suggerimenti e tocca cercare altrove.
Questa guida raccoglie dieci modi concreti per trovare l’ispirazione per scrivere: alcuni sono rituali, altri veri e propri esercizi. Nessuno funziona per tutti, ma qualcuno funzionerà per voi.
Che cos’è davvero l’ispirazione
Prima dei metodi, una precisazione utile. Il termine ha un significato quasi magico: indica lo stato di una mente predisposta a percepire un impulso, uno stimolo esterno. L’ispirazione non è lo stimolo creativo che arriva, ma la nostra disponibilità ad accoglierlo. È il momento di massima percezione, lo stato in cui siamo più sensibili a ciò che ci circonda e a ciò che si nasconde nella nostra mente.
Questa definizione ha una conseguenza pratica importante: se l’ispirazione è uno stato e non un evento, allora si può provocare. Non si aspetta la musa, si costruiscono le condizioni perché si affacci.
1. Costruisci una routine (e smetti di dipendere dall’ispirazione)
Chi scrive non può permettersi di restare in balia dei capricci dell’ispirazione. Se si vive, o si vuole vivere, di scrittura, quello stato va raggiunto con regolarità. E l’unico modo per farlo è una routine rigorosa.
La routine permette di “ingannare” il cervello e convincerlo, per abitudine, a entrare in uno stato più ricettivo nel momento della giornata in cui effettivamente scrivete. Ecco perché è importante ritagliarsi una fascia oraria fissa. Sceglietela in base alle condizioni che vi mettono di buon umore: c’è chi rende al mattino presto con la luce, chi la sera nel buio totale, chi ha bisogno di silenzio assoluto e chi di heavy metal. Imparate a conoscervi.
Una volta consolidata l’abitudine, sentirsi ispirati diventa molto più facile. E anche quando non succede, la routine vi costringerà comunque a scrivere, riflettere, immaginare: qualcosa uscirà.
Insieme alla routine, costruite anche uno spazio. Liberate la scrivania, oppure accoccolatevi sul divano; raggiungete il vostro caffè letterario, oppure portate il computer al parco. L’importante è ricreare un luogo e una situazione riconoscibili, che facciano scattare l’interruttore in automatico.
2. Spegni il cervello e scrivi
Molti autori soffrono di un problema fastidioso: sentirsi schiavi dell’ispirazione. Paura della pagina bianca, convinzione che manchi sempre l’idea giusta, incapacità di decidere da dove partire.
La via d’uscita è meno affascinante di quanto si spera: scrivere. Non importa cosa, non importa come. Scrivere, scrivere e ancora scrivere.
Se siete bloccati con una storia, apritene un’altra, anche se vi sembra di non avere idee. Create un personaggio e lasciate che sia lui a suggerirvi cosa deve fare, quali missioni compiere, quali oggetti rubare, quale principessa salvare.
Sembra un consiglio poco scientifico, ma stimola attivamente il subconscio e fa affiorare le idee per una via diversa da quella abituale. È un esercizio che porta a scoprire una verità di cui avete bisogno, se volete vivere la scrittura in modo professionale: non avete bisogno dell’ispirazione. Avete bisogno della vostra mente e di scrivere. Fantasia e immaginazione si allenano, e devono diventare strumenti disponibili su richiesta.
Il consiglio vale anche contro il blocco dello scrittore vero e proprio, quando non si trova il modo di proseguire una storia o chiudere una scena. Smettete di pensarci e scrivete. A volte usciranno eresie, altre volte boiate: ma altrettanto spesso ci azzeccherete, accorgendovi di aver sempre avuto la risposta a disposizione.
3. Esci, esplora, osserva
Le storie migliori nascono dall’osservazione del mondo. Una storia può nascere guardando la vicina del secondo piano che strilla al marito sordo, o quell’insolita corteccia che ricorda il volto di Merlino, o la luce accesa nella mansarda di una villa abbandonata da trent’anni.
Ci sono storie immortali nate da oggetti banali. L’idea che apre Carrie, romanzo d’esordio di Stephen King, arrivò mentre lavorava come bidello in una scuola: fu il distributore di assorbenti nello spogliatoio femminile a innescare la scena da cui parte tutto il libro. Un oggetto di arredo scolastico è diventato l’inizio di una delle carriere più prolifiche della narrativa contemporanea.
Serve porsi domande, lasciarsi incuriosire anche dal dettaglio più sfuggente: la cartina stropicciata sulle piastrelle lucide.
Lasciate che la mente rielabori gli input, che li ricolleghi in modo unico, e filtrate ciò che vedete attraverso la vostra interiorità.
Vale su scale diverse. Nel piccolo, uscendo di casa e raggiungendo il parchetto del quartiere o attraversando la piazza più affollata. Nel grande, viaggiando. Prendete un aereo e volate in Thailandia, in Perù, in Danimarca. Qual è il worldbuilding di quei paesi? Com’è la società? Come si comportano le persone? Cosa vi ha colpito della loro cultura? Viaggiare permette di esplorare mondi nuovi e, così facendo, di migliorare le proprie storie o di trovare punti di vista inediti da cui raccontarle.
4. Origlia le conversazioni sui mezzi pubblici
Il mondo vi sta parlando, ma è un miscuglio di voci. Prendete le chiavi, uscite e ascoltate: prima lasciatevi sommergere, poi provate a separare i suoni, a isolarli. Salite sul treno e concentratevi su un vagone, su una voce, su una persona. Eliminate il rumore di fondo e ascoltate cos’ha da dire. Perché sta litigando con la madre? Perché il fidanzato l’ha delusa? Cos’è successo a scuola? Dove le hanno rubato la penna preferita? Com’è che è appena stata dimessa?
Non fermatevi alle parole. Osservate l’atteggiamento, il tono di voce, il movimento delle mani, il suono dei braccialetti che tintinnano. E guardate l’interlocutore: come reagisce? Sta davvero ascoltando?
C’è un gioco a cui non riesco a sottrarmi quando salgo su un mezzo pubblico: fingersi Sherlock Holmes e investigare sulla natura delle persone. Che lavoro fanno? Come sono di carattere? Hanno famiglia, passioni? Quali segreti stanno nascondendo? Come moriranno (uccisi in una sparatoria, assassinati da un demone, accoltellati dal killer della luna piena)?
Avvicinatevi alla soglia della vita degli altri ed empatizzate con loro: le persone si riveleranno ottime fonti d’ispirazione, anche le più inaspettate.
5. Rileggi il tuo vecchio diario
Da bambini è più facile vedere il mondo attraverso le lenti della meraviglia e fare osservazioni oblique. Provate a recuperare quello sguardo curioso e innocente.
Ricordare, però, è un esercizio inaffidabile: la memoria riscrive. Per questo, se in passato tenevate un diario, rileggetelo. Sorprende scoprire quante cose non ricordavamo e quanti cassetti, con le relative emozioni, si riaprono. Esperienze che credevate archiviate assumono una luce diversa, e diventano materiale.
6. Prendi una situazione normale e rendila straordinaria
Considerate una situazione banale della vostra vita: andare a scuola, accarezzare un gatto randagio, fare la spesa nell’alimentari sotto casa. Poi aggiungete un elemento fuori scala e guardate dove vi porta.
E se la scuola si trasformasse in un mostro che divora i bambini? E se il gatto cominciasse a parlare, o vi mordesse iniettandovi un veleno alieno? E se all’alimentari non vi riconoscessero più?
Le varianti sono infinite. Potreste raccontare una giornata della vostra vita dal punto di vista del vostro cane. Oppure una normale giornata in spiaggia… normale a parte lo squalo mostruoso che attende il prossimo pasto.
È l’esercizio più economico che esista: costa zero e produce quasi sempre almeno un incipit utilizzabile.
7. Stimola la mente con media diversi
Se scrivere e leggere non bastano più, se le storie che leggete non producono più scintille, apritevi a stimoli di altra natura.
Fatevi una scorpacciata di film, esplorate generi musicali che non ascoltate, leggete l’ultimo manga shōnen di cui parlano tutti o il fumetto indie francese appena arrivato in Italia. Provate a finire l’ennesima run su Elden Ring, andate a una mostra. Sperimentate un’arte diversa: prendete un pennello e una tela, oppure accordate la chitarra e strimpellate qualcosa dei Nirvana.
Anche una sessione su Pinterest, presa sul serio, produce risultati: è una miniera di riferimenti visivi per armi, armature, villaggi e creature.
Il principio è sempre lo stesso: la creatività lavora per associazione, e le associazioni migliori nascono tra ambiti distanti.
8. Scrivi racconti brevi
Come direttore editoriale di una casa editrice e di una rivista letteraria, non posso esimermi dal suggerire la pratica che, più di ogni altra, produce idee nuove.
Scrivete racconti. Sperimentate forme e storie diverse. Il racconto è una forma complessa proprio per la sua brevità: bisogna portare il lettore da un punto a un altro dandogli un senso di chiusura. È un esercizio di stile oltre che di immaginazione.
Provate lunghezze diverse (2, 5, 10, 20 cartelle), narratori e forme diverse (interno, esterno, al passato, al presente, in prima e in terza persona), generi che non frequentate. Sfruttate le riviste letterarie e mettetevi alla prova con i racconti a tema: il vincolo è un potentissimo generatore di idee. Non avere subito una soluzione vi costringerà a cercarne una, e la ricerca è esattamente il punto.
9. Riposati
Anche se amate scrivere, una pausa forzata può rinnovare lo spirito creativo. Lo stato fisico e psicologico incide in modo significativo sulla predisposizione alla scrittura, oltre che sul modo di scrivere: vi sarete accorti di come, in base all’umore, un testo prenda strade diverse. Stress e malessere fanno vedere tutto nero, o tutto troppo bianco, nel caso del foglio.
Niente panico: fermatevi, avvolgetevi in una coperta, stravaccatevi sul divano con un tè caldo. Staccate, riposate, respirate. Non serve fare nulla di specifico: serve dare tempo al corpo di riequilibrarsi. Questo vi aiuterà a vedere il mondo diversamente e stimolerà l’immaginazione.
Le prime idee arriveranno probabilmente la mattina dopo, o anche prima, nel dormiveglia o sotto la doccia. Il potere del riposo è largamente sottovalutato.
10. Leggi opere e generi che detesti
“Quando leggo un’opera che odio, mi sento motivato a fare qualcosa in opposizione a essa.” Richard Siken
Quando leggete qualcosa che non vi piace, potreste trovare nella frustrazione la spinta per scrivere qualcosa che amate. Mentre leggete, cominciate a immaginare come lo miglioreresti, come daresti la vostra interpretazione. Oppure vi sentirete così esasperati da fermarvi, determinati a fare di meglio.
Non è il metodo più rispettoso della vostra serenità psico-fisica, ma funziona, quindi tanto vale citarlo. Usatelo a vostro rischio e pericolo.
Un ultimo consiglio: fatevi trovare pronti
Abbiamo visto quanto l’ispirazione sia effimera e quanto sia difficile ripristinare lo stato in cui si è disposti ad ascoltare la propria musa.
Ricordatevene e preparatevi a sfruttare le piccole finestre che si aprono. Portate sempre con voi un taccuino e una penna, oppure abituatevi ad appuntare le idee nelle note del cellulare. Non sopravvalutatevi convincendovi che ve ne ricorderete: non ve ne ricorderete. Quando arriva l’ispirazione, isolatevi, ascoltatela e scrivetela, in qualsiasi modo.
Se la musa apre la finestra in modo discontinuo e breve, approfittatene per affacciarvi e scattare più foto possibili.
Ricordate, però, che tutto questo è sempre stato dentro di voi. L’ispirazione non va cercata fuori.
Domande frequenti sul blocco dello scrittore
Cosa fare quando non si hanno idee per scrivere?
Scrivere lo stesso. Aprite un documento nuovo, create un personaggio e lasciategli fare qualcosa: l’obiettivo non è produrre una pagina valida, ma rimettere in moto il meccanismo associativo. In parallelo, cambiate contesto: uscite, osservate, cambiate media.
Quanto dura il blocco dello scrittore?
Non esiste una durata standard, perché sotto l’etichetta convivono cause diverse: stanchezza, un problema strutturale nella trama, la paura del giudizio. Se il blocco riguarda un singolo progetto, di solito nasconde un nodo narrativo irrisolto: torna indietro di due capitoli e cerca lì il punto in cui la storia ha smesso di funzionare.
Meglio scrivere con l’ispirazione o con la disciplina?
Con la disciplina, sfruttando l’ispirazione quando arriva. Una routine costante produce più pagine, e più pagine valide, dell’attesa dell’illuminazione. L’ispirazione, di norma, si presenta durante il lavoro, non prima.
Scrivere racconti aiuta a scrivere romanzi?
Molto. Il racconto costringe a lavorare su struttura, ritmo e chiusura in uno spazio ridotto, e permette di sperimentare voci e generi con un investimento di tempo contenuto. È anche il modo più diretto per farsi leggere: le riviste letterarie pubblicano inediti tutto l’anno.