Chissà se Carl Gustav Jung, teorizzando gli archetipi dell’inconscio collettivo, avrebbe mai immaginato quanto sarebbero diventati utili a chi scrive romanzi.
Per chi non avesse familiarità con il concetto: gli archetipi sono modelli psicologici fondamentali dell’essere umano, strutture universali che trovano espressione attraverso simboli e immagini ricorrenti. Proprio perché rappresentano idee, sentimenti ed esperienze comuni a tutti, è facile comprenderli ed entrare in empatia con essi. E quale arte ha l’obiettivo di emozionare, generare empatia e rendere credibile la finzione? Esattamente: la scrittura.
Gli archetipi dei personaggi sono uno strumento potentissimo per trovare ispirazione e caratterizzare una figura narrativa in modo tridimensionale. Ma il vero segreto non sta nella loro parte luminosa.
Sta nel loro lato oscuro. Come la Luna, che tiene nascosta una parte di sé, ogni archetipo ha una zona d’ombra: difetti, automatismi, comportamenti in cui tende a ricadere quando è sotto pressione.
Ed è proprio lì, in quell’oscurità, che si trova la chiave per scrivere personaggi credibili.
Una precisazione doverosa: i dodici archetipi non sono di Jung
Prima di entrare nel merito, va chiarito un punto su cui circola parecchia confusione, anche in fonti che citiamo volentieri.
Jung non ha mai stilato un elenco definitivo di dodici archetipi. Nei suoi scritti descrive figure come l’Ombra, l’Anima e l’Animus, la Persona, il Sé, la Grande Madre, il Vecchio Saggio, il Trickster, e insiste esplicitamente sul carattere potenzialmente illimitato degli archetipi dell’inconscio collettivo.
La sistematizzazione in dodici tipi si deve alla psicologa Carol S. Pearson, che la introduce in Awakening the Heroes Within (1991) partendo da un modello precedente a sei archetipi. Nel 2001 Pearson e Margaret Mark applicano lo schema alla costruzione dei marchi in The Hero and the Outlaw, ed è da lì che i “dodici archetipi” si diffondono capillarmente nel marketing, nello storytelling e nella manualistica di scrittura.
Perché ci interessa questa distinzione? Per due ragioni pratiche. La prima è di correttezza: attribuire a Jung una tassonomia che non ha mai prodotto è un errore che si propaga di articolo in articolo. La seconda è metodologica: sapere che i dodici archetipi nascono per descrivere motivazioni e personalità, e non funzioni narrative, spiega perché non vadano confusi con gli archetipi del racconto veri e propri (quelli di Campbell e Vogler, di cui parliamo più avanti). Sono due cassette degli attrezzi diverse, e servono a cose diverse.
Detto questo, il modello dei dodici funziona benissimo per costruire personaggi. Vediamoli uno per uno.
Innocente
Un personaggio moralmente puro, spesso molto giovane o dai comportamenti tipicamente infantili, le cui intenzioni sono sempre buone. Guarda il mondo con ottimismo e speranza, trova bellezza e meraviglia in ogni cosa e porta luce anche dove sembra impossibile.
L’innocenza è la sua forza, ma può essere anche la sua rovina. L’Innocente è ingenuo e vulnerabile, spesso manca di proattività ed evita di mettersi in gioco, preferendo rifugiarsi nella fantasia e farsi scudo dei propri ideali. Ma evitare i conflitti e negare i problemi non li risolve: sarà attraverso le prove che arriverà a una comprensione più profonda di sé e del mondo.
| Luce | Ombra |
| Ottimismo, spensieratezza, fiducia, sincerità, purezza, gioia | Ingenuità, paura di mettersi in gioco, vulnerabilità, negazione |
| Esempi: Dorothy ne Il mago di Oz, il protagonista de Il piccolo principe, Forrest Gump |
Saggio
Diffonde la propria conoscenza per permettere alla società di progredire e alle persone di vivere meglio. È presente nella stragrande maggioranza delle storie come mentore del protagonista, figura chiave nel viaggio dell’eroe.
Esperienza e calma, però, sono armi a doppio taglio. Forte del proprio sapere, il Saggio può trasformarsi in una figura eccessivamente statica che non agisce e che, nei casi peggiori, impone ai discepoli il proprio modo di pensare, rendendo la conoscenza stantia o addirittura tirannica.
| Luce | Ombra |
| Conoscenza, razionalità, ricerca, esperienza, calma | Immobilità, attaccamento alle regole, perfezionismo, dogmatismo, giudizio |
| Esempi: Yoda e Obi-Wan Kenobi in Star Wars, Gandalf ne Il Signore degli Anelli, Albus Silente in Harry Potter |
Esploratore
Ama l’avventura e la scoperta ed è sempre pronto a partire. A differenza di molti protagonisti, non ha bisogno che qualcuno lo spinga ad agire: non attende una chiamata all’avventura, perché la sua motivazione è interna. Non parte per vendetta o per amore, ma perché vuole conoscere il più possibile del mondo e delle persone.
Per queste caratteristiche può essere un ottimo protagonista, ma anche un avvincente antieroe o perfino un antagonista. La sua ricerca può diventare ossessione, trasformando la curiosità in insoddisfazione cronica e l’indipendenza in isolamento.
| Luce | Ombra |
| Coraggio, istinto, libertà, motivazione, curiosità | Insoddisfazione, cinismo, isolamento, irrequietezza, incapacità di radicarsi |
| Esempi: Arya Stark ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, Odisseo nell’Odissea, Phileas Fogg ne Il giro del mondo in 80 giorni |
Ribelle
Catalizzatore del cambiamento, guidato da un forte senso di giustizia, ha il coraggio di distinguersi dalla massa e di opporsi a un sistema oppressivo. Spesso di umili origini, il suo percorso è irto di conflitti, ma è proprio la sua emarginazione a offrirgli uno sguardo lucido su ciò che va trasformato. Dotato di resistenza e adattabilità, ama la libertà e spinge gli altri a pensare diversamente.
Per quanto nobili siano le sue motivazioni, tende a pensare solo al proprio obiettivo ed è disposto a tutto pur di raggiungerlo. Può quindi affidarsi a metodi poco ortodossi, moralmente discutibili, fino al crimine.
| Luce | Ombra |
| Indipendenza, motivazione, umiltà, resilienza | Distruttività, fanatismo, egocentrismo, giustificazione dei mezzi |
| Esempi: Katniss Everdeen in Hunger Games, Han Solo in Star Wars, Robin Hood |
Mago
Da non confondere con il Saggio: il Mago non è necessariamente uno stregone. Entrambi cercano la conoscenza, ma ciò che li distingue è il desiderio del Mago di modellare il mondo secondo la propria visione. Spingendosi oltre i limiti, rende reale ciò che per gli altri è impossibile. Stratega abile, è sempre qualche passo avanti: formidabile come alleato, temibile come avversario.
La fiducia nelle proprie capacità può però trasformarsi in eccesso di sicurezza, rendendolo cieco ai propri difetti. Nella ricerca del controllo, può arrivare a distruggere chiunque si trovi sulla sua strada.
| Luce | Ombra |
| Conoscenza, visione, abilità strategica, disciplina, capacità di trasformare | Arroganza, manipolazione, sete di controllo, corruzione, distruzione |
| Esempi: Saruman ne Il Signore degli Anelli, l’Imperatore Palpatine in Star Wars, Prospero ne La tempesta |
Eroe
Conosciuto anche come il Guerriero, è il personaggio che con coraggio, integrità e forza difende la giustizia e lotta per un mondo migliore. Non è solo qualcuno con un piano: l’Eroe è il barlume di speranza in un mondo caotico, l’emblema della resilienza, la dimostrazione che per quanto terribile sia la situazione esiste sempre un modo per prevalere.
La sua risolutezza può però scivolare nell’arroganza e nell’egocentrismo: è talmente convinto dei propri ideali da esserne accecato, e finisce per considerare la debolezza, negli altri e in sé, un difetto da estirpare.
| Luce | Ombra |
| Coraggio, determinazione, perseveranza, onore, leadership, forza | Arroganza, egocentrismo, competitività, rigidità morale, incapacità di accettare la fragilità |
| Esempi: Achille ed Ettore nell’Iliade, Luke Skywalker in Star Wars, Aragorn ne Il Signore degli Anelli |
Amante
L’Amante, o il Seduttore, è un archetipo complesso: in linea generale è un personaggio che usa le emozioni come motore principale del proprio agire. Profondamente connesso alla parte emotiva e dotato di un’ampia comprensione della natura umana, può svolgere un ruolo luminoso, costruendo intimità autentica con gli altri, oppure diventare una figura manipolatrice che sfrutta il fascino, fisico o intellettuale, per volgere ogni situazione a proprio favore.
Spinto dal desiderio di affascinare, vive nel brivido della conquista: che si tratti di un interesse amoroso, di ricchezza o di un vantaggio strategico. Ma il magnetismo è un’arma pericolosa: può guadagnargli il favore degli altri e, insieme, attirare invidia e sospetto.
| Luce | Ombra |
| Intimità, connessione, fascino, passione, carisma | Narcisismo, possessività, ossessione, manipolazione, dipendenza affettiva |
| Esempi: Romeo e Giulietta, Marianne Dashwood in Ragione e sentimento, Margaery Tyrell ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco |
Burlone
Un personaggio divertente o un imbroglione che unisce umorismo, arguzia e, spesso, una profondità inattesa. Porta leggerezza nella storia e bilancia i momenti più tesi; e sebbene il suo ruolo possa sembrare puramente comico, il Burlone possiede quasi sempre una saggezza di fondo, nascosta dietro la maschera giocosa. Non a caso Jung dedica pagine importanti alla figura del Trickster, che di questo archetipo è l’antenato.
La sua spensieratezza, però, può sfociare in frivolezza e inaffidabilità, con complicazioni notevoli nelle situazioni serie. E il desiderio di proteggere il proprio stile di vita può renderlo egoista, anche a discapito degli altri.
| Luce | Ombra |
| Spontaneità, arguzia, simpatia, capacità di dire verità scomode | Superficialità, irresponsabilità, fuga dal conflitto, egoismo |
| Esempi: R2-D2 e C-3PO in Star Wars, Puck in Sogno di una notte di mezza estate, Tyrion Lannister ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco |
Uomo comune (o Orfano)
Un personaggio con valori e obiettivi in cui la maggior parte delle persone può riconoscersi. Cerca appartenenza e un posto nel mondo, ha di norma umili origini e molto da guadagnare se la storia va a suo favore.
Con spirito resiliente e cuore pieno di speranza affronta le sfide, imparando a contare sulle proprie forze e sull’aiuto di nuovi alleati. Il suo viaggio è quasi sempre di trasformazione: impara a superare le insicurezze e a riconoscere il proprio valore. È perciò un ottimo protagonista, ma non è privo di difetti: proprio per permettere l’identificazione, è spesso debole, insicuro, impreparato e bisognoso di sostegno, e può temere l’abbandono e l’isolamento.
| Luce | Ombra |
| Praticità, tenacia, semplicità, adattabilità, empatia | Insicurezza, passività, fatalismo, invidia, bisogno di approvazione |
| Esempi: Harry Potter, Bilbo Baggins ne Lo Hobbit, Arthur Dent nella Guida galattica per autostoppisti |
Creatore
Un visionario che sente il bisogno insaziabile di creare, innovare e cambiare il mondo attraverso le proprie opere. Spesso è un artista o un inventore votato al proprio lavoro, ma può essere anche un imprenditore o un costruttore. Si distingue per inventiva e originalità e riesce spesso a far emergere il pensiero creativo negli altri.
Questa passione è però un’arma a doppio taglio: perfezionismo e standard autoimposti possono portarlo all’isolamento e ad allontanarsi da amici, famiglia e legami. L’egoismo che nasce dalla fede assoluta nella propria visione può renderlo cieco ai bisogni altrui e, nei casi estremi, alle conseguenze di ciò che ha creato.
| Luce | Ombra |
| Creatività, espressione, inventiva, passione, visione | Perfezionismo, ossessione, isolamento, incapacità di assumersi le conseguenze |
| Esempi: Victor Frankenstein in Frankenstein, Geppetto in Pinocchio, Tony Stark nel Marvel Universe |
Sovrano
Guida gli altri con lungimiranza e determinazione per garantire prosperità e benessere. Promuove ordine, pace e abbondanza; è realistico e ponderato nell’esercizio del potere: non si lamenta, risolve.
Proprio la consapevolezza del proprio ruolo di guida e protettore lo espone al rischio maggiore. Il Sovrano fatica a trovare un equilibrio tra disciplina e vita, tra sé stesso e gli altri, e può scivolare nella zona d’ombra: costringere le persone sotto leggi ferree, o piegare il regno al proprio piacere personale. È l’archetipo con il divario più netto tra le sue due facce.
| Luce | Ombra |
| Autorevolezza, competenza, responsabilità, giustizia, protezione | Dispotismo, rigidità, distanza, sospetto, paranoia |
| Esempi: Re Artù, Aragorn ne Il Signore degli Anelli, Sauron e Tywin Lannister per la versione in ombra |
Angelo custode
Un personaggio che sostiene gli altri e si sacrifica per loro, animato da altruismo e compassione. A volte agisce come aiutante attivo, contribuendo in modo determinante alla trama; altre volte offre supporto in modo più sottile, restando sullo sfondo ma sempre pronto. Oltre alla natura premurosa, possiede spesso una saggezza silenziosa e sa curare non solo le ferite fisiche ma anche quelle emotive.
La dedizione incrollabile al benessere altrui ha però un costo personale, e può renderlo iperprotettivo fino all’opprimenza. Nei casi peggiori può ricorrere al senso di colpa per tenere le persone legate a sé, la forma più subdola dell’ombra di questo archetipo, perché si traveste da amore.
| Luce | Ombra |
| Altruismo, generosità, compassione, lealtà, sacrificio | Iperprotettività, soffocamento affettivo, martirio, annullamento di sé, ricatto emotivo |
| Esempi: Samwise Gamgee ne Il Signore degli Anelli, Samwell Tarly ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, Mary Poppins |
Gli archetipi narrativi: la cassetta degli attrezzi di Vogler
I dodici archetipi appena visti descrivono chi è un personaggio. Esiste però un secondo modello, che descrive cosa fa all’interno della storia, ed è quello più direttamente utile in fase di progettazione della trama.
Joseph Campbell, ne L’eroe dai mille volti (1949), individua la struttura ricorrente del viaggio dell’eroe; Christopher Vogler la traduce in strumento per gli sceneggiatori ne Il viaggio dell’eroe (1992), isolando sette archetipi funzionali:
- Eroe: colui che compie il viaggio e paga il prezzo del cambiamento
- Mentore: chi fornisce insegnamento, dono o preparazione
- Guardiano della soglia: chi ostacola l’ingresso in un nuovo mondo, mettendo alla prova la determinazione
- Araldo: chi porta la chiamata all’avventura e innesca il movimento
- Mutaforma: la figura ambigua di cui non si sa se fidarsi
- Ombra: l’antagonista, o la parte rimossa dell’eroe stesso
- Trickster: chi rompe la tensione e smaschera le ipocrisie
La differenza pratica è tutta qui: un personaggio può essere un Esploratore (personalità) e fare da Mutaforma (funzione). I due modelli si sovrappongono senza contraddirsi, e usarli insieme è il modo migliore per evitare che un archetipo si irrigidisca in un ruolo unico.
Come usare gli archetipi senza cadere nello stereotipo
Il rischio dell’archetipo è noto: applicato meccanicamente, produce stereotipi. Ecco quattro accorgimenti che lo evitano.
- Partite dall’ombra, non dalla luce. Un personaggio definito solo dai suoi pregi è un manifesto, non una persona. Scegliete prima il difetto strutturale, poi costruiteci sopra la virtù.
- Combinate due archetipi in tensione. Un Angelo custode con un fondo di Ribelle, un Sovrano con l’anima dell’Esploratore: il conflitto interno nasce dall’attrito tra due modelli, non da uno solo.
- Fate cambiare l’archetipo lungo la storia. È il punto decisivo, e lo vedremo tra poco.
- Non dichiaratelo mai. L’archetipo è uno strumento di lavoro dell’autore. Se il lettore lo riconosce come etichetta, avete sbagliato qualcosa.
I personaggi cambiano, gli archetipi anche
Come avrete notato, tra gli esempi diversi nomi si ripetono: Han Solo può essere letto sia come Ribelle sia come Eroe; Aragorn attraversa l’Eroe e approda al Sovrano. Non è un’imprecisione: è il funzionamento stesso del modello. Gli archetipi sono funzioni e configurazioni che i personaggi assumono, e che mutano nel corso del racconto.
Un personaggio può essere un Innocente all’inizio della narrazione e diventare un Eroe senza snaturarsi, perché la storia gli ha presentato prove tali da far emergere un lato che ignorava di possedere. Un Saggio può scoprirsi Creatore; un Burlone può rivelarsi Angelo custode.
I personaggi, esattamente come le persone reali, cambiano: a seguito delle esperienze vissute scoprono nuovi lati della propria personalità, comprendono la necessità di certe azioni, o semplicemente cambiano idea sugli altri.
Quello che possiamo fare, come scrittori, è porci la domanda giusta: cosa cela il loro lato oscuro? È all’ombra della Luna che sapremo davvero di che pasta sono fatti i nostri personaggi.
Riferimenti
- G. Jung, Gli archetipi e l’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri
- Carol S. Pearson, Awakening the Heroes Within, HarperCollins, 1991
- Margaret Mark, Carol S. Pearson, The Hero and the Outlaw, McGraw-Hill, 2001
- Joseph Campbell, L’eroe dai mille volti, 1949
- Christopher Vogler, Il viaggio dell’eroe, Dino Audino Editore