Descrizione
Castelnuovo Magra, 1939. Arrigo è un segretario comunale in pensione che indaga sull’omicidio di una contessa fascista, mentre cerca di tenere nascosta la propria “altra pelle”. Ha solo tre giorni per trovare l’assassino e proteggere qualcuno a cui tiene davvero. Quanto emerge durante l’indagine è una trama nascosta di corpi difformi e prodigiosi, braccati da eugenetica e violenza di regime. Tra sacrificio, colpe, infamia, amicizia, amore e lune piene, questi corpi sbagliati diventano il cuore di una lotta che riscrive cosa significa essere umani.
Gianluca –
Altra pelle di Alice Cervia è una novella che riesce a unire fantasy storico, ucronia, mistero e body horror costruendo una storia breve ma sorprendentemente densa.
Siamo nel 1939, a Castelnuovo Magra. Arrigo, un segretario comunale ormai in pensione, si trova a indagare sull’omicidio di una contessa fascista mentre cerca contemporaneamente di proteggere un segreto che riguarda il proprio corpo. Ha soltanto tre giorni per arrivare alla verità, ma quella che sembra inizialmente un’indagine diventa presto qualcosa di molto più grande.
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è l’ambientazione. La storia prende un periodo storico reale e lo attraversa con elementi fantastici, costruendo un mondo in cui la violenza del regime e quella esercitata sui corpi “diversi” finiscono per intrecciarsi. La componente ucronica non è quindi un semplice esercizio estetico: serve a mettere in discussione il concetto stesso di normalità e il modo in cui una società decide quali corpi siano accettabili e quali invece debbano essere nascosti, perseguitati o eliminati.
La trama procede come un piccolo thriller, con colpi di scena ben distribuiti e una tensione che cresce progressivamente. Ma al centro rimangono soprattutto i personaggi e i loro legami: amicizia, amore, senso di colpa e sacrificio acquistano un peso sempre maggiore man mano che Arrigo si avvicina alla verità.
E poi c’è la “pelle” del titolo, che diventa qualcosa di più di un elemento fantastico. È il simbolo di ciò che ci rende diversi, vulnerabili e, allo stesso tempo, irriducibilmente noi stessi.
Altra pelle è una novella che riesce a essere avventurosa, inquietante e profondamente umana, utilizzando il fantastico per parlare di discriminazione, identità e violenza senza trasformare la storia in una semplice allegoria.
Una lettura particolarmente interessante per chi ama il fantastico storico e le storie in cui il mostruoso non serve soltanto a fare paura, ma diventa un modo per porre una domanda molto più scomoda: chi decide cosa significa essere umani?